Menopausa e gonfiore addominale: non è una coincidenza

9 Gennaio 2026 | Donna e menopausa

Dott.ssa Roberta Colino, dietista

di Dott.ssa Roberta Colino, dietista specializzata in disturbi gastrointestinali

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In breve In perimenopausa e menopausa la pancia si gonfia perché il calo degli estrogeni altera il microbiota intestinale, riduce gli enzimi digestivi e rallenta i movimenti dell’intestino. Il cibo resta più a lungo nel colon, fermenta di più e produce più gas. Il fastidio si concentra di solito in basso a destra e in basso a sinistra, dove il colon fa le sue curve. Per ridurlo aiutano quattro abitudini: introdurre la fibra in modo graduale e personalizzato, masticare bene, bere con regolarità durante la giornata e anticipare la cena.

Ti capita di infilare i tuoi jeans preferiti al mattino e non riuscire più a chiuderli la sera?

Non sei la sola: il gonfiore addominale è il denominatore comune di tante donne che affrontano la transizione verso la menopausa.

L’intestino è il protagonista dimenticato di questa fase. È lui a subire i primi colpi delle fluttuazioni ormonali, reagendo con quella sensazione di tensione che tanto condiziona le giornate.

Scopriamo cosa accade davvero dietro le quinte intestinali e come ritrovare la leggerezza con strategie nutrizionali mirate.

Menopausa e microbiota intestinale

La menopausa è il punto che coincide con la completa scomparsa delle mestruazioni, la linea di confine che segna la fine dell’età fertile. Prima di arrivare a questo punto però, la donna attraversa una delicata fase di transazione chiamata perimenopausa.

Si tratta di un periodo che può durare fino a dieci anni e che solitamente inizia a farsi sentire tra i 40 e i 50 anni. Il ciclo mestruale è ancora presente, seppur con qualche variazione di flusso e frequenza, ma il corpo comincia a mandare diversi segnali di trasformazione. Forse la trasformazione più grande e definitiva nella vita di una donna.

Con l’arrivo della menopausa cambia anche l’intestino. In particolare cambiano la sensibilità intestinale e i suoi movimenti cioè la peristalsi.

Perché succede?

Il nostro intestino è abitato da una popolazione di microrganismi, per la maggior parte batteri, che va sotto il nome di microbiota intestinale. Il microbiota è molto sensibile ai cambiamenti ormonali, tanto che al suo interno c’è un reparto specializzato che va sotto il nome di estroboloma.

L’estroboloma è quella parte di microbi che regola il metabolismo degli estrogeni, gli stessi ormoni che calano con l’arrivo della menopausa. Lo fa attraverso un enzima, la beta glucoronidasi, che regola i livelli di estrogeni all’interno del sangue. Lo potremmo paragonare ad un ufficio postale che decide quanti ormoni rimettere in circolo e quanti scartarne.

Con la perimenopausa è come se anche il microbiota intestinale andasse in menopausa: il calo ormonale porta ad un’alterazione della composizione del microbiota, chiamata disbiosi intestinale. Cambiano così le proporzioni tra le diverse famiglie di microrganismi che abitano l’intestino. Batteri che dovrebbero essere ben rappresentati, come i Lattobacilli, si riducono e altri prendono il sopravvento, favorendo il gonfiore addominale. E la loro influenza va ben oltre l’intestino, incidono anche sull’accumulo di massa grassa, sulla qualità del sonno e sull’umore.

Qui arriviamo ad un concetto che è alla base della salute della donna, qualsiasi sia la fase ormonale che sta attraversando: alterazione degli estrogeni e disbiosi intestinale sono due dinamiche strettamente connesse, che influenzano fortemente il benessere femminile. Non a caso, infatti, entrambe sono coinvolte nel processo di perdita di massa ossea e nello sviluppo di osteoporosi, tipico della donna in perimenopausa e in menopausa.

Intestino gocciolante ed infiammazione

Questo periodo di transizione non è percepito solo dal microbiota ma anche da tutta la parete intestinale.

In che modo?

  • riduzione degli enzimi digestivi: le ghiandole intestinali iniziano a produrre meno enzimi digestivi, perdendo efficacia nella scomposizione del cibo. Questo rallenta inevitabilmente la digestione, rendendo più difficile l’assorbimento dei nutrienti e causando spesso quella fastidiosa sensazione di pesantezza e gonfiore addominale
  • rallentamento della peristalsi: la peristalsi, cioè l’insieme dei movimenti intestinali, tende a rallentare portando la donna ad essere stitica. Questo fenomeno è strettamente legato al calo degli estrogeni, che porta con sé una minore produzione di serotonina intestinale. Nonostante sia nota come molecola del buonumore, gran parte della serotonina viene prodotta proprio nell’intestino (e lì rimane) dove regola il ritmo dei movimenti e la percezione del dolore. Una sua carenza rende quindi il transito più lento e faticoso.

Il persistere di questa condizione caratterizzata da disbiosi, rallentamento della digestione e della peristalsi, crea uno stato infiammatorio della parete intestinale che le fa perdere la sua capacità di filtro.

Cosa significa?

Normalmente la parete intestinale seleziona tutte le sostanze che possono entrare in circolo, dall’intestino al sangue. Se l’intestino è infiammato, la parete diventa una sorta di colabrodo che lascia passare di tutto nel torrente circolatorio, senza alcuna selezione. È quella condizione che in inglese viene chiamata leaky gut syndrome, cioè sindrome dell’intestino gocciolante.

A questo quadro si aggiungono i picchi di cortisolo, alimentati dalle vampate di calore e dalla carenza di sonno tipiche della menopausa. È come buttare benzina sul fuoco: si innesca così un processo chiamato infiammazione di basso grado, uno stato infiammatorio silente che coinvolge l’intero organismo. Questa condizione è oggi considerata la vera radice delle principali problematiche metaboliche e psico-emotive che accompagnano la donna verso la menopausa.

Pancia gonfia: la costante della menopausa

Una delle manifestazioni più comuni della menopausa è il gonfiore addominale.

Io lo definisco il denominatore comune di tutti i casi che mi sono trovata a gestire insieme alle donne in perimenopausa che hanno chiesto il mio aiuto. Gonfiore e grasso addominale non sono la stessa cosa, anche se in menopausa spesso arrivano insieme: del secondo parlo in grasso addominale in menopausa: perché aumenta.

La pancia si gonfia soprattutto perché aumenta la componente di gas prodotta dai microrganismi putrefattivi e fermentativi. Abbiamo visto che la digestione e i movimenti intestinali rallentano e quindi si ha una maggiore fermentazione del cibo a livello del colon, tratto intestinale che è considerato il serbatoio per eccellenza del microbiota intestinale. La differenza si nota anche ad occhi nudo: gli stessi pantaloni che indossiamo al mattino, non si chiudo più a fine giornata.   

Dove avvertiamo più fastidio quando la pancia è gonfia?

In genere il disagio si concentra in due punti critici, in corrispondenza delle curve principali dell’intestino crasso.

Se ci guardassimo allo specchio, il primo punto (PUNTO 1 nell’immagine sopra) si trova in basso a destra: è qui che l’intestino tenue si immette nel crasso attraverso la valvola ileocecale (per intenderci, la zona dell’appendice), formando una sorta di angolo dove l’aria tende a ristagnare.

Il secondo punto (PUNTO 2 nell’immagine sopra) è invece in basso a sinistra, nella zona del sigma dove il colon compie un’ultima curva prima di diventare retto. In questo tratto si accumulano le feci pronte per essere raccolte nell’ampolla rettale. Qui la pressione può diventare particolarmente fastidiosa proprio perchè le feci “spingono” per essere espulse.

Questi sono i due punti in cui solitamente percepiamo tensione addominale ma questa può anche trasformarsi in dolore che si irradia tutto intorno all’ombelico e che spesso si attenua solo con l’evacuazione delle feci o con una consistente espulsione di gas intestinali.

Strategie alimentari per gestire il gonfiore addominale

Nella fase della perimenopausa (ma io dire quanto prima riusciamo a farlo) è importante capire cosa fare per prendersi cura del proprio intestino.

L’alimentazione ha sicuramente un’importante influenza sui processi che portano la donna in menopausa e quindi sul suo benessere intestinale.

Ci sono quattro aspetti su cui mi voglio concentrare, per aiutare l’organismo in questa fase delicata della donna:

  • Nutrire il microbiota intestinale. La fibra è il nutrimento d’elezione per i nostri batteri, ma va gestita con cautela: caricare di fibre un intestino già infiammato e gonfio non è mai la strategia ideale. Allo stesso tempo, eliminare drasticamente frutta, verdura e legumi con il ‘fai da te’ può essere controproducente. La chiave è un’alimentazione personalizzata e graduale, cucita su misura per la propria tolleranza, con l’obiettivo di renderla il più diversificata possibile. Spesso si ricorre ad integratori probiotici ma bisogna sempre tenere presente che, prima ancora di introdurre nuovi batteri con l’integrazione, è fondamentale nutrire quelli già presenti (e quelli nuovi) con la giusta quota di fibra.
  • Masticare correttamente. La masticazione purtroppo è la grande dimenticata ma si tratta del primo stadio della digestione. Mi piace definirla come il principale atto di consapevolezza a tavola. Non servono tempi infiniti da dedicarle, ma è necessario sminuzzare correttamente il cibo per far sì che questo venga avvolto dalla saliva. In questo modo stomaco ed intestino riceveranno un semilavorato di qualità. Ricordo ancora una visita con una mia paziente in cui mi riferiva incredula che iniziando a masticare maggiormente il cibo, aveva praticamente risolto il problema del gonfiore addominale.
  • Idratarsi con costanza. Durante la giornata è importante anticipare lo stimolo della sete. Questo perché così riusciamo a garantire abbastanza acqua all’organismo per produrre succhi gastrici e succhi enterici (che in menopausa sono già poveri di enzimi), ma anche per ammorbidire le feci e favorire l’evacuazione. Un rituale mattutino che spesso consiglio durante le consulenze è quello di bere due bicchieri di acqua calda a digiuno, prima di fare colazione. Iniziamo così ad introdurre un certo quantitativo di acqua e stimoliamo il riflesso gastrocolico che dilata lo stomaco e facilita l’evacuazione mattutina.
  • Rispettare i bioritmi circadiani dell’organismo, che sono anche quelli dei batteri intestinali. All’interno dell’organismo batte un orologio biologico influenzato dall’alternanza luce-buio. Se questo equilibrio va in tilt, il gonfiore addominale è una delle prime risposte dell’intestino. Una strategia efficace, già adottata con successo da molte pazienti, consiste nell’anticipare l’ora della cena, fino quasi al tardo pomeriggio. Questo permette all’apparato digerente di attivare i processi di ‘pulizia notturna’ che avvengono tra l’ultimo pasto e il risveglio. Oltre a sgonfiare l’addome, cenare presto mette le basi per un un buon sonno notturno. Per non interferire con questi ritmi, è fondamentale evitare alcol e caffeina (presente in caffè, tè, bevande a base di cola e cioccolato fondente) già dalle prime ore del pomeriggio.

Un minerale spesso carente in questa fase è il magnesio: perché aiuta sonno e intestino.

Domande frequenti

Perché in menopausa la pancia si gonfia anche se mangio come prima?

Perché a cambiare non è il cibo ma l’intestino che lo riceve. Con il calo degli estrogeni il microbiota si altera, gli enzimi digestivi diminuiscono e la peristalsi rallenta: lo stesso pasto fermenta di più e produce più gas.

Cos’è l’estroboloma?

È la parte del microbiota intestinale che regola il metabolismo degli estrogeni attraverso l’enzima beta-glucuronidasi, decidendo quanti ormoni rimettere in circolo. Per questo ormoni e batteri intestinali si influenzano a vicenda, in ogni fase della vita della donna.

Dove fa più male la pancia gonfia?

In due punti: in basso a destra, dove l’intestino tenue entra nel crasso (zona dell’appendice) e l’aria ristagna; e in basso a sinistra, nel sigma, dove si accumulano le feci pronte per essere espulse. La tensione può irradiarsi intorno all’ombelico e attenuarsi con l’evacuazione.

Più fibre aiutano contro il gonfiore in menopausa?

Non automaticamente. La fibra nutre il microbiota, ma caricarne un intestino già infiammato e gonfio peggiora i sintomi; eliminare frutta, verdura e legumi con il fai da te è altrettanto controproducente. Serve un aumento graduale, calibrato sulla propria tolleranza, con l’obiettivo di variare il più possibile.

Cenare presto aiuta a sgonfiare la pancia?

Sì: anticipare la cena verso il tardo pomeriggio lascia all’apparato digerente il tempo per i processi di “pulizia notturna” tra l’ultimo pasto e il risveglio, e favorisce il sonno. Nel pomeriggio è utile evitare alcol e caffeina (caffè, tè, cola, cioccolato fondente).

In conclusione

Sappiamo bene che questo è un periodo della vita estremamente complesso, in cui gli aspetti da gestire sono tanti. È un periodo che porta con sè sentimenti contrastanti come rabbia, frustrazione e tristezza, del tutto giustificati da sintomi che colpiscono non solo il corpo, ma anche la qualità delle giornate e la serenità delle relazioni.

Tuttavia, vale la pena provare a guardare questa fase da una nuova prospettiva. Possiamo sceglierla come un’occasione preziosa per metterci in ascolto del nostro corpo e imparare a conoscerlo davvero. È il momento di adottare nuovi pensieri e abitudini che rispondano ai nostri bisogni attuali, affrontando il cambiamento con gentilezza, rispetto e molta cura di sé.

Le informazioni contenute in questo sito hanno finalità divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento del medico.

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Dott.ssa Roberta Colino, dietista

Chi scrive:
Dott.ssa Roberta Colino

Roberta Colino è una dietista iscritta all’Albo Nazionale dei Dietisti (Ordine TSRM PSTRP di Milano, n. 98), con Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, Master in Medicina e Nutrizione Funzionale e certificazione Monash University per la dieta Low FODMAP. Si occupa di nutrizione con un focus sul benessere gastrointestinale. Come divulgatrice scientifica, con Pancia Moderna e la newsletter Panzimonio, offre informazioni chiare e libere da condizionamenti per orientarsi nel mondo dell’alimentazione.

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