
di Dott.ssa Roberta Colino, dietista specializzata in disturbi gastrointestinali
In breve Il marrone delle feci lo producono i batteri intestinali, trasformando il pigmento giallo-verde della bile. Le feci verdi compaiono quando questo lavoro non si completa: per cibi o integratori (verdure a foglia verde, integratori di ferro, coloranti), per un transito troppo veloce (diarrea, colon irritabile, stress, ciclo mestruale) o per la diminuzione dei batteri intestinali dopo un antibiotico. Un episodio isolato non deve necessariamente preoccuparci ma quando è accompagnato da febbre, sangue, dolore, calo di peso o una durata oltre qualche giorno, va riferito al medico.
Quando il colore delle feci non è quello di sempre, in bagno ci si ferma qualche secondo in più a guardare. A volte scappa anche una foto.
Davanti alle feci verdi viene spontaneo pensare che si sia aggiunto qualcosa. In realtà è il contrario: manca un passaggio. Il marrone non è riuscito ad arrivare fino in fondo, e le feci sono rimaste del colore di partenza.
Capire chi fabbrica quel marrone e che cosa lo blocca è tutto quello che serve per leggere il verde: quando dipende dal cibo, quando dalla velocità dell’intestino e quando invece vale la pena parlarne con il medico.
Perché le feci sono marroni (e da dove arriva il verde)
Si parte dal fegato. Il fegato produce la bile, che serve a digerire i grassi, e la bile ha un colore suo: tra il giallo e il verde, dovuto a un pigmento chiamato bilirubina.
Il marrone, all’origine, non esiste. Lo fabbricano i batteri dell’intestino, che prendono la bilirubina e la trasformano, un passaggio dopo l’altro, in stercobilina: è lei a dare alle feci il loro colore.
Si può immaginare questo lavoro come una catena di montaggio. Perché funzioni servono due cose: il tempo, cioè un transito intestinale abbastanza lento da permettere la lavorazione, e gli operai giusti, cioè i batteri capaci di farla. Se manca una delle due, il pezzo esce dalla linea con il colore con cui è entrato. Verde, appunto.

L’enzima batterico che fa questo lavoro è stato identificato solo nel 2024. Si chiama bilirubina reduttasi ed è presente nell’intestino praticamente di tutti gli adulti sani: mancava solo nello 0,1% degli oltre 1.800 campioni analizzati. Nei neonati, invece, spesso non c’è ancora.
La prova più chiara è il meconio, la primissima cacca di un neonato: verde scuro, quasi nera (quella di mia figlia ce l’ho ancora stampata in mente). L’intestino non è ancora stato colonizzato dai batteri e la bile passa senza che nessuno la lavori. Il marrone, in altre parole, è letteralmente un prodotto del nostro microbiota intestinale, di cui ho parlato nell’articolo sul microbiota intestinale.
Le cause delle feci verdi: tre strade
Negli adulti, quando le feci sono verdi, le strade possibili sono sostanzialmente tre.
1. Cibo, integratori e coloranti
La prima è la più banale, e spesso non ce la ricordiamo. Un piatto abbondante di verdure a foglia verde scuro, ricche di clorofilla (spinaci, rucola, cavolo nero), può bastare a tingere le feci.
Lo stesso vale per gli integratori di ferro. La quota che non viene assorbita arriva in fondo all’intestino, si lega allo zolfo prodotto dai batteri e forma un composto che va dal verde scuro al nero.
Poi ci sono i coloranti, il colpevole che meno si sospetta. Nel 2015, negli Stati Uniti, una catena di fast food lanciò per Halloween un panino con il pane nero, e nei giorni successivi i social si riempirono di segnalazioni di feci verdi. La colpa era di un colorante blu contenuto nel pane, che l’intestino assorbe pochissimo: il blu del colorante più il giallo della bile ha dato il verde. Il verde da coloranti è più comune di quanto si pensi, e spesso il colorante di partenza non è nemmeno verde.
2. Il transito è troppo veloce
La seconda strada riguarda il tempo che l’intestino impiega per portare il contenuto fino all’uscita.
Che sia per una diarrea, una gastroenterite o un lassativo, quando il transito accelera la catena di montaggio non fa in tempo a finire il lavoro e la bile arriva in fondo ancora del suo colore. Per questo il verde si accompagna così spesso a feci molli o liquide, a volte con un po’ di muco.
3. Mancano gli operai: antibiotici e disbiosi
La terza strada è quella dei neonati: mancano i batteri. Durante un ciclo di antibiotici o subito dopo, una parte della flora intestinale viene ridotta, e il microbiota può impiegare settimane a ritrovare il suo assetto, a volte senza tornare esattamente com’era. Con meno operai al lavoro, può capitare che le feci siano più chiare o più verdi.
Lo stesso potrebbe succedere in una condizione di disbiosi, quando l’equilibrio tra le diverse famiglie di batteri si altera e la squadra non è al completo. Ne ho parlato nell’articolo sulla disbiosi intestinale.
Feci verdi e diarrea, feci verdi e ben formate: cosa cambia
Più del colore, conta con che cosa si accompagna. È la combinazione delle caratteristiche delle feci a dire qualcosa in più.
Se le feci sono verdi ma ben formate, non c’è diarrea e non ci sono altri sintomi, quasi sempre si tratta di qualcosa mangiato o assunto negli ultimi giorni.
Se invece il verde arriva insieme a feci molli o liquide, si è nel campo del transito accelerato. A quel punto il colore passa in secondo piano: contano da quanto tempo va avanti e se compaiono altri segnali. Per leggere la consistenza è utile la scala di Bristol.
Feci verdi senza aver mangiato niente di verde
E se non si è mangiato niente di verde, non si prende nessun integratore e non c’è nessun segnale d’allarme? La risposta sta quasi sempre nelle due strade già viste: l’intestino è andato più veloce del solito, oppure gli operai erano meno del solito.

Ma l’intestino può accelerare anche per ragioni che con il cibo non c’entrano niente.
Il ciclo e gli anni prima della menopausa
C’è un aspetto che riguarda soprattutto le donne. Nei giorni del ciclo mestruale il transito può accelerare, perché le prostaglandine, le stesse sostanze che fanno contrarre l’utero, mettono fretta anche all’intestino: il primo giorno di flusso le feci sono in media più molli e più frequenti.
Negli anni che precedono la menopausa, poi, nelle consulenze emerge spesso un intestino che alterna periodi lenti e periodi in cui corre. In tutti e due i casi, quando l’intestino accelera, può capitare di vedere feci verdi per lo stesso motivo: la catena di montaggio non fa in tempo a finire.
Feci verdi e colon irritabile
Il discorso vale soprattutto per chi soffre di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) nella forma con prevalenza di diarrea. L’IBS è classificata come un disturbo dell’interazione tra intestino e cervello: non tutto si spiega con il cibo.
In questa forma il transito veloce non è un’eccezione ma fa parte del quadro, e vedere ogni tanto feci verdi può rientrare in questo.
Nelle consulenze me lo raccontate spesso, soprattutto quando la diagnosi è recente: il verde spiazza e fa pensare a qualcosa che non è stato indagato bene. Se però non ci sono gli altri segnali d’allarme, il verde in sé non è un allarme.
Stress e feci verdi
Più che un allarme, la velocità dell’intestino è spesso lo specchio dello stato di allerta che il corpo percepisce. Che sia un evento concreto, come la perdita del lavoro o una relazione che finisce, o un periodo in cui la testa non si ferma mai, l’intestino lo sente comunque.
È stato osservato anche in laboratorio: in volontari sani sottoposti a uno stress psicologico, il colon rispondeva con più contrazioni propagate, cioè proprio quelle che spingono avanti il contenuto. A volte è l’intestino il primo a segnalare che si sta andando a cento all’ora. Il meccanismo è quello dell’asse intestino-cervello.
Lo sanno bene le Persone Altamente Sensibili, che sentono tutto in modo più intenso, me compresa. Uno studio del 2026 ha trovato che tra le persone con disturbi dell’asse intestino-cervello, come l’IBS, l’Alta Sensibilità è più del doppio rispetto ai controlli: 42,5% contro 17,3%.
Feci verdi: quando preoccuparsi
Il verde, da solo, dice poco. I campanelli d’allarme da riferire al medico sono altri:
- febbre
- sangue nelle feci
- dolore addominale importante
- calo di peso non cercato
- stanchezza insolita.

Conta anche la durata. Un singolo episodio è un conto, ma feci verdi che si ripetono di continuo, o una diarrea che non passa, sono un motivo per chiedere aiuto. Feci nere e catramose, chiare come l’argilla o con sangue rosso vivo sono un capitolo diverso, che ho affrontato nell’articolo sul colore delle feci, e vanno sempre riferite al medico.
Cosa cambia nella pratica
Quindi, ricapitolando: il singolo episodio dice poco, contano il contesto e i segnali che lo accompagnano.
Prendersi due o tre giorni di osservazione, senza farne una fissazione. Nel frattempo può essere utile un piccolo diario: cosa si è mangiato e bevuto nei due giorni precedenti, eventuali integratori o farmaci (ferro, antibiotici, lassativi), la consistenza delle feci e anche com’è andata la giornata, perché la testa conta.
Lasciare stare le eliminazioni fai da te prima di avere un quadro chiaro. Togliere alimenti a caso non spiega il verde e rischia di complicare il resto.
Se nel giro di due o tre giorni il colore torna marrone, la catena di montaggio ha semplicemente ripreso il suo ritmo. Se invece non torna, o compare uno dei campanelli d’allarme, è il momento di parlarne con il medico.
Domande frequenti
Un episodio isolato, con feci ben formate e nessun altro sintomo, di solito dipende da cibo, integratori o coloranti. Vanno riferiti al medico febbre, sangue nelle feci, dolore addominale, calo di peso non cercato, stanchezza insolita, oppure feci verdi o diarrea che continuano oltre qualche giorno.
Le cause più frequenti sono un transito accelerato (diarrea, gastroenterite, lassativi, stress, giorni del ciclo), integratori di ferro, coloranti presenti in cibi e bevande, oppure meno batteri intestinali dopo un antibiotico. In tutti i casi la bile arriva in fondo senza essere trasformata del tutto nel pigmento marrone.
Quando il transito è veloce, i batteri non fanno in tempo a trasformare il pigmento della bile e le feci restano verdi. Se la diarrea dura più di qualche giorno o si accompagna a febbre, sangue o dolore, serve il medico.
Sì, in modo indiretto. Nella Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) con prevalenza di diarrea e nei periodi di stress il colon può accelerare, e un transito veloce lascia le feci del colore della bile. Se mancano gli altri segnali d’allarme, il verde in sé non è un segnale di gravità.
Possono capitare durante la terapia o subito dopo: l’antibiotico riduce una parte dei batteri intestinali, compresi quelli che trasformano la bile nel pigmento marrone. Di solito il colore torna normale quando il microbiota si riassesta. Se compare diarrea persistente, va riferito al medico.
In conclusione
Le feci verdi raccontano quasi sempre una storia semplice: qualcosa di colorato, un intestino che ha corso, una squadra di batteri ridotta per un po’. Saperlo non toglie l’attenzione ai segnali che contano davvero, ma permette di guardare il water con un po’ più di curiosità e un po’ meno di paura.
E a volte, se il verde torna spesso nei periodi più pieni, vale la pena chiedersi non solo cosa si è mangiato, ma a che velocità si sta vivendo.
Cosa puoi fare adesso
Se ti sei riconosciuta in un intestino che risponde a tutto, sulla pagina dedicata alle Persone Altamente Sensibili trovi come lavoro con chi sente tutto più forte.
Se vuoi capire cosa sta succedendo alla tua pancia con un percorso su misura, qui trovi come funzionano le consulenze.
Le informazioni contenute in questo sito hanno finalità divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento del medico.
Bibliografia
- Hall B, Levy S, Dufault-Thompson K, et al. BilR is a gut microbial enzyme that reduces bilirubin to urobilinogen. Nat Microbiol, 2024. doi: 10.1038/s41564-023-01549-x
- Skelly CL, Zulfiqar H, Sankararaman S. Meconium. StatPearls, 2023. NCBI Bookshelf
- Dethlefsen L, Relman DA. Incomplete recovery and individualized responses of the human distal gut microbiota to repeated antibiotic perturbation. Proc Natl Acad Sci U S A, 2011. doi: 10.1073/pnas.1000087107
- Judkins TC, Dennis-Wall JC, Sims SM, et al. Stool frequency and form and gastrointestinal symptoms differ by day of the menstrual cycle in healthy adult women taking oral contraceptives: a prospective observational study. BMC Womens Health, 2020. doi: 10.1186/s12905-020-01000-x
- Bharadwaj S, Barber MD, Graff LA, et al. Symptomatology of irritable bowel syndrome and inflammatory bowel disease during the menstrual cycle. Gastroenterol Rep, 2015. doi: 10.1093/gastro/gov010
- Drossman DA. Functional Gastrointestinal Disorders: History, Pathophysiology, Clinical Features and Rome IV. Gastroenterology, 2016. doi: 10.1053/j.gastro.2016.02.032
- Rao SS, Hatfield RA, Suls JM, et al. Psychological and physical stress induce differential effects on human colonic motility. Am J Gastroenterol, 1998. doi: 10.1111/j.1572-0241.1998.00293.x
- Peng D, Zhang Y. Sensory processing sensitivity levels in patients with disorders of gut-brain interaction: a propensity score-matched cross-sectional study. Front Med, 2026. doi: 10.3389/fmed.2026.1674680

Chi scrive:
Dott.ssa Roberta Colino
Roberta Colino è una dietista iscritta all’Albo Nazionale dei Dietisti (Ordine TSRM PSTRP di Milano, n. 98), con Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, Master in Medicina e Nutrizione Funzionale e certificazione Monash University per la dieta Low FODMAP. Si occupa di nutrizione con un focus sul benessere gastrointestinale. Come divulgatrice scientifica, con Pancia Moderna e la newsletter Panzimonio, offre informazioni chiare e libere da condizionamenti per orientarsi nel mondo dell’alimentazione.