Emorroidi e menopausa: come prevenire il dolore

19 Febbraio 2026 | Donna e menopausa

Dott.ssa Roberta Colino, dietista

di Dott.ssa Roberta Colino, dietista specializzata in disturbi gastrointestinali

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In breve In menopausa le emorroidi diventano più spesso un problema perché il calo degli estrogeni rallenta l’intestino e altera il microbiota: le feci diventano dure e per espellerle serve più sforzo, che le congestiona. Allo stesso tempo il tessuto emorroidario perde tono e diventa più fragile. Per prevenire il dolore aiutano un rialzo sotto i piedi quando si è seduti sul water, la fibra solubile con acqua a sufficienza, i grassi di qualità, che stimolano la bile, e i flavonoidi, che rinforzano i piccoli vasi.

Difficile che se ne parli senza imbarazzo, ma con la menopausa le emorroidi possono diventare un problema molto fastidioso.

Allora affrontiamo l’argomento insieme, capiamo il perché e vediamo quali possono essere gli accorgimenti per tenerle sotto controllo.

Cosa sono le emorroidi e dove si trovano

Iniziamo subito a vedere cosa sono le emorroidi e dove si trovano.

Qui ci troviamo nel canale anale, all’interno dell’ultimo tratto dell’intestino. Ricordiamo che l’ano è quell’anello muscolare che, aprendosi e chiudendosi, permette all’intestino di comunicare con l’esterno.

Spesso si parla di emorroidi interne ed emorroidi esterne, ma le esterne in realtà sono piccolissime e si trovano sotto la cute, vicino all’ano, e raramente causano problemi (se non in gravidanza).

Concentriamoci sulle emorroidi interne, che sono quelle che in menopausa possono diventare problematiche. Sono dei piccoli cuscinetti, simili a mini salvagenti, posizionati all’interno del canale anale, circondati da una ricca rete di vasi sanguigni.

Cosa fanno le emorroidi? Hanno tre funzioni fondamentali:

  • continenza anale: insieme ai muscoli dello sfintere anale mantengono la continenza dell’ano. In pratica ci aiutano a trattenere correttamente gas e feci. Guai se non ci fossero!
  • sensibilità: sotto la superficie del tessuto emorroidario ci sono una serie di recettori che percepiscono il contenuto, la temperatura e la pressione di ciò che è presente nel canale anale. Questi recettori informano il cervello e noi sappiamo distinguere se lo stimolo è dato da gas o da feci vere e proprie. A quel punto possiamo decidere cosa fare.
  • dilatazione dell’ano: quando dobbiamo espellere le feci, questa organizzazione tra muscoli ed emorroidi permette una facile dilatazione dell’ano e della mucosa all’interno del canale anale. Questo evita che si creino delle lacerazioni della mucosa stessa.

Normalmente, se tutto funziona come deve, non ci accorgiamo neanche della loro presenza. Feci e gas scivolano via senza problemi.

Perché in menopausa le emorroidi diventano un problema?

Arriviamo alla menopausa. Perché dalla menopausa in poi molte donne scoprono improvvisamente di avere le emorroidi?

Il colpevole principale (per così dire) è il calo degli estrogeni, che innesca una serie di cambiamenti. L’intestino si impigrisce. Digestione e movimenti intestinali diventano più lenti, favorendo la stitichezza.

Il microbiota intestinale cambia, cioè tutta quella popolazione di microrganismi che abita l’intestino entra in una sorta di caos, la cosiddetta disbiosi intestinale. Il microbiota ha sì un ruolo importantissimo nella digestione, ma anche nella regolazione della consistenza delle feci e della pressione addominale. E sicuramente la pressione addominale aumenta nel momento in cui aumentano i gas prodotti dalla fermentazione del cibo da parte di batteri che ci remano contro.

Se l’intestino diventa lento e il microbiota non è in armonia, le feci cambiano: diventano dure e rimangono più a lungo nel tratto finale dell’intestino.

In più, in menopausa, le emorroidi perdono tono. La carenza di estrogeni influisce sulla tonicità e sulla microcircolazione sanguigna del tessuto emorroidario. Le emorroidi diventano più lasse, cioè meno toniche, e più fragili.

Cosa succede durante l’evacuazione?

Quando le feci sono dure e difficili da espellere inevitabilmente aumenta lo sforzo. Questo fa salire la pressione addominale e le emorroidi vengono forzate a gonfiarsi più del dovuto. In termini tecnici si dice che le emorroidi si congestionano. Perché nella donna le feci diventano dure più spesso lo spiego in stitichezza nella donna: vere cause e falsi miti.

In alcuni casi possono anche prolassare, cioè scivolare verso l’esterno. Spesso diciamo “ho le emorroidi” perché diventano ingombranti, ma in realtà le emorroidi ci sono sempre. È la loro infiammazione a farci percepire il problema. I sintomi vanno dal senso di peso nella zona anale al prurito, fino a fitte e dolore durante l’evacuazione.

A volte può comparire anche sangue rosso vivo sulla carta igienica o nel water, dovuto alla rottura della fitta rete di vasi che le circonda. In tutti questi casi si parla di malattia emorroidaria, che può avere diversi gradi di gravità, legati soprattutto al prolasso, cioè a quanto le emorroidi fuoriescono verso l’esterno. Il sangue rosso vivo è diverso dalle feci scure o nere, che hanno un’altra origine: la differenza è spiegata nell’articolo sul colore delle feci.

C’è anche una componente genetica importante, un po’ come per le vene varicose. Chi ha familiarità per problemi venosi ha una maggiore predisposizione anche a livello delle emorroidi e la menopausa può fare da acceleratore.

A tutto questo si aggiunge un fattore esterno spesso sottovalutato: stare sedute molte ore. La posizione seduta comprime il distretto anale e ostacola il ritorno venoso, peggiorando la congestione.

La posizione giusta per evacuare

Prima di entrare nel vivo dei consigli alimentari, ci tengo a fare una premessa fondamentale che riguarda la posizione in cui evacuiamo.

La posizione da seduti, quella che assumiamo sul water, non è la posizione giusta per favorire la corretta espulsione delle feci. Non è un caso che per millenni l’essere umano abbia evacuato in posizione accovacciata: il water è un’invenzione relativamente recente.

In posizione seduta il muscolo puborettale crea un angolo che ostacola lo svuotamento completo; nella posizione accovacciata, invece, questo angolo si raddrizza naturalmente e lo svuotamento avviene con meno sforzo. Meno sforzo significa anche meno pressione sui cuscinetti emorroidari e quindi minore rischio di congestione, infiammazione e peggioramento dei sintomi.

La posizione ideale è quella che assumiamo sulla turca, una specie di squat, che possiamo riprodurre anche in bagno mettendo sotto ai piedi un rialzo dai 15 ai 30 centimetri, così da sollevare le ginocchia rispetto al livello del water.

Cosa fare dal punto di vista nutrizionale?

Detto ciò, il nostro obiettivo, nel caso specifico della menopausa, è contrastare la stitichezza e avere feci morbide, formate e scorrevoli. È questo che riduce lo stress sui cuscinetti emorroidari.

Concentriamoci su tre punti principali:

  • il binomio fibra – idratazione: può sembrare banale, ma durante le consulenze è molto spesso un tasto dolente. La fibra funziona solo se c’è acqua a sufficienza. Senza liquidi adeguati, la fibra insolubile, contenuta ad esempio nei cereali integrali, può trasformarsi in “cemento” ed avere un effetto abrasivo sulle emorroidi. In questi casi le migliori alleate sono le fibre solubili, contenute ad esempio in avena, pere, zucchine e semi di psillio. Hanno la capacità di assorbire acqua e formare una sorta di gel che rende le feci più morbide.
  • assumere grassi di qualità: un aspetto che raramente viene collegato alle emorroidi ma che può fare la differenza. I grassi stimolano la produzione di bile, che ha un effetto lassativo naturale e lubrifica le feci dall’interno. In menopausa questa produzione può ridursi, per questo una quota adeguata di olio extravergine d’oliva a crudo, burro di ghee, avocado o frutta a guscio non tostata può aiutare concretamente il transito intestinale.
  • rinforzo del microcircolo venoso che circonda le emorroidi: si sente sempre più parlare di flavonoidi, che sono componenti alimentari attive che, all’interno dell’organismo, svolgono funzioni di precisione. I flavonoidi possono essere di diversi tipi e li troviamo, ad esempio, in grano saraceno, mirtilli, asparagi e agrumi (specie nella parte bianca della polpa). Sono in commercio anche sotto forma di integratori. In questo caso si tratta di un concentrato di principi attivi che rinforzano le pareti di vasi venosi e capillari, riducono l’infiammazione e prevengono il sanguinamento delle emorroidi.

Domande frequenti

Perché le emorroidi compaiono in menopausa?

Per il calo degli estrogeni: l’intestino si impigrisce e le feci diventano dure, il microbiota entra in disbiosi e aumenta la pressione addominale, e il tessuto emorroidario perde tono e microcircolazione. Lo sforzo durante l’evacuazione fa gonfiare i cuscinetti più del dovuto.

Cosa sono davvero le emorroidi?

Piccoli cuscinetti vascolari all’interno del canale anale, presenti in tutti. Hanno tre funzioni: mantenere la continenza di gas e feci insieme allo sfintere, percepire cosa c’è nel canale anale, e permettere una dilatazione dell’ano senza lacerazioni. Si parla di “malattia emorroidaria” solo quando si infiammano o prolassano.

Qual è la posizione giusta per evacuare?

Quella accovacciata. Da seduti il muscolo puborettale crea un angolo che ostacola lo svuotamento; accovacciati l’angolo si raddrizza e lo sforzo diminuisce. In bagno si riproduce con un rialzo di 15-30 cm sotto i piedi, per sollevare le ginocchia rispetto al water.

Le fibre aiutano o peggiorano le emorroidi?

Dipende dall’acqua. Senza liquidi adeguati la fibra insolubile (cereali integrali) può diventare “cemento” e avere un effetto abrasivo. Le alleate sono le fibre solubili di avena, pere, zucchine e semi di psillio, che formano un gel e rendono le feci più morbide.

Cosa mangiare per prevenire le emorroidi in menopausa?

Fibra solubile con idratazione costante; grassi di qualità (olio extravergine a crudo, ghee, avocado, frutta a guscio non tostata) che stimolano la bile e lubrificano le feci; alimenti ricchi di flavonoidi (grano saraceno, mirtilli, asparagi, agrumi con la parte bianca) che rinforzano il microcircolo venoso.

Non è declino ma adattamento

Molti fastidi che compaiono in menopausa non sono segnali di declino, ma di adattamento.

Di certo non bisogna rassegnarsi, anzi. Affrontare la menopausa è proprio l’occasione di rimettersi al centro delle proprie priorità. Con i giusti accorgimenti possiamo ridare benessere all’intestino e un po’ più di pace alla mente.

Le informazioni contenute in questo sito hanno finalità divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento del medico.

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Dott.ssa Roberta Colino, dietista

Chi scrive:
Dott.ssa Roberta Colino

Roberta Colino è una dietista iscritta all’Albo Nazionale dei Dietisti (Ordine TSRM PSTRP di Milano, n. 98), con Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, Master in Medicina e Nutrizione Funzionale e certificazione Monash University per la dieta Low FODMAP. Si occupa di nutrizione con un focus sul benessere gastrointestinale. Come divulgatrice scientifica, con Pancia Moderna e la newsletter Panzimonio, offre informazioni chiare e libere da condizionamenti per orientarsi nel mondo dell’alimentazione.

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