
di Dott.ssa Roberta Colino, dietista specializzata in disturbi gastrointestinali
In breve La diarrea da ansia, chiamata anche diarrea emotiva, è una risposta automatica dell’intestino a una tensione che spesso la testa non ha ancora registrato. Attraverso il nervo vago, il cervello rilascia l’ormone CRH e l’intestino libera serotonina: il colon accelera e riassorbe meno acqua. Nelle Persone Altamente Sensibili (PAS) la soglia di allarme è più bassa. Un episodio legato a un evento preciso non deve necessariamente preoccuparci ma quando il dolore torna ogni settimana e le feci restano molli, va approfondito con il medico.
C’è un momento, prima ancora di accorgercene, in cui la pancia ha già capito tutto. Prima di dire “sono in ansia”, prima ancora di pensarlo, stiamo già cercando il bagno più vicino.
Succede nei minuti che precedono una riunione, un colloquio, un appuntamento importante. La diarrea da ansia, o diarrea emotiva, non è un modo di dire: è un meccanismo preciso e automatico, che parte prima della testa.
Capire come funziona aiuta a smettere di viverla come una debolezza, a riconoscere quando invece serve un approfondimento e a scegliere a tavola cosa può aiutare, prima e dopo un episodio.
Come comunicano pancia e testa: il nervo vago
Per capire la diarrea da ansia bisogna fare un passo indietro. Intestino e cervello si parlano di continuo attraverso il nervo vago, il più lungo e ramificato dei nervi che partono dal cranio.
Il traffico su questa strada non è alla pari: circa l’80% delle fibre del nervo vago porta messaggi dalla pancia verso la testa. È l’intestino a parlare di più, ed è grazie a questo collegamento che diciamo di “sentire le cose di pancia”. Ne ho parlato più a fondo nell’articolo sull’asse intestino-cervello.

Il corpo coglie il pericolo prima della mente
Il sistema nervoso è capace di rilevare segnali di pericolo prima che ce ne rendiamo conto. Un tono di voce che cambia, uno sguardo, un’atmosfera che si fa tesa. Non serve che accada qualcosa di grave: basta una sfumatura.
Questo fenomeno si chiama neurocezione, un termine introdotto dallo psichiatra Stephen Porges, e passa proprio dal nervo vago. Per questo la pancia può reagire a un’emozione che non abbiamo ancora registrato a livello consapevole.
Un cervello nella pancia
L’intestino ha una rete nervosa propria, il sistema nervoso enterico, in grado di lavorare in autonomia rispetto al cervello: un vero e proprio cervello addominale.
Per comunicare, le cellule nervose della parete intestinale usano le stesse molecole messaggere del cervello, i neuropeptidi. Secondo l’ipotesi della neuroscienziata Candace Pert, che trovo molto affascinante, queste molecole avrebbero un ruolo nel trasportare le emozioni in tutto il corpo. Le emozioni sembrano qualcosa di impalpabile, ma il loro viaggio nel corpo è concreto: passa dalle molecole che le trasportano.
Diarrea da ansia: le due molecole protagoniste
Tra tutte le molecole in gioco, due spiegano perché la diarrea emotiva arriva così all’improvviso.
Il CRH, l’interruttore dello stress
La prima è il CRH (ormone di rilascio della corticotropina), che il cervello rilascia non appena percepisce una tensione. Dà il via alla cascata dello stress che porta alla produzione di cortisolo, e agisce anche sull’intestino attraverso i suoi recettori.
L’effetto è paragonabile a premere un interruttore: il colon inizia a muoversi molto più velocemente del solito. Un transito accelerato lascia all’intestino meno tempo per riassorbire acqua, e le feci arrivano molli o liquide.
Per questo l’urgenza è improvvisa. Non si costruisce piano piano nell’arco della giornata: scatta di colpo, e il dover correre in bagno non è una metafora. Di cosa succede quando il cortisolo resta alto per settimane ho parlato nell’articolo su cortisolo alto e intestino.
La serotonina, già pronta nella parete intestinale
La seconda molecola è la serotonina. Di solito la colleghiamo al buon umore, ma la gran parte della serotonina del nostro organismo si trova nell’intestino, nelle cellule della parete intestinale, già pronta all’uso.
Quando lo stress la fa rilasciare in eccesso, agisce sul posto: stimola i muscoli del colon a contrarsi e accelera ancora di più il transito. Tutto questo in parallelo a quello che il CRH sta già facendo. Ecco perché la diarrea da ansia, quando arriva, è così rapida e intensa.

Diarrea da ansia o colon irritabile?
Le due condizioni vengono spesso confuse, ed è importante distinguerle.
La diarrea emotiva è come un ospite che arriva senza preavviso: si presenta in coincidenza con un evento preciso e se ne va quando la tensione si allenta.
La Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), il colon irritabile, somiglia piuttosto a un inquilino scomodo che si è trasferito in casa in pianta stabile: torna spesso e si lega a diversi fattori.
Se il dolore addominale compare almeno una volta a settimana e le feci sono spesso non formate, al punto che quella consistenza è diventata un’abitudine, è il caso di approfondire con il medico. Alla base potrebbero esserci un’alterazione del microbiota intestinale o della barriera della parete intestinale. Per leggere la consistenza delle feci è utile la scala di Bristol.
Dal 2016 l’IBS è classificata come un disturbo dell’interazione tra intestino e cervello. Lo stato emotivo gioca un ruolo importante, ma potrebbe non essere l’unico motivo che ci fa correre in bagno.
Perché succede a me e ad altre persone no?
È una domanda che sento spesso. A parità di situazione, perché c’è chi corre in bagno e chi no?
La risposta che a me ha aperto un portone, e che mi ha fatto capire tante dinamiche mie e dei miei pazienti, è questa: circa il 20% della popolazione ha un tratto della personalità che la rende Altamente Sensibile.
Nelle Persone Altamente Sensibili il sistema nervoso funziona come un radar particolarmente fine, capace di captare ogni stimolo, interno o esterno. Una Persona Altamente Sensibile percepisce in tempo zero l’atmosfera di una stanza, che sia un ufficio o un ristorante, e nello stesso momento le arrivano come un’ondata rumori, odori ed emozioni.
Andare in sovraccarico sensoriale è facile. Può renderci agitate, nervose, o toglierci la parola perché siamo sommerse da troppi stimoli da elaborare tutti insieme.
Siccome la soglia di allarme è più bassa, data proprio da una percezione così fine e intensa, questo può riflettersi anche su come reagisce l’intestino. Se la pancia si mette in moto prima e più spesso rispetto agli altri, non significa avere qualcosa che non va, né essere deboli. Quella capacità di sentire tutto, se non viene conosciuta e gestita, può diventare un sovraccarico, e il sovraccarico può avere anche una conseguenza intestinale. Del legame tra Alta Sensibilità e intestino ho parlato nell’articolo su intestino e Alta Sensibilità.
Diarrea da ansia: cosa aiuta a tavola
In consulenza lo dico spesso: non esiste una dieta, né una pillola magica, che impedisca a tutto questo di succedere. Ma possiamo mettere l’intestino nelle condizioni migliori, perché questi episodi non abbiano una coda più lunga del necessario. E un’alimentazione che rispetta le nostre esigenze può essere di grande aiuto.
Prima di una giornata di tensione
Evitare pasti molto abbondanti nelle ore che precedono l’evento. Un pasto pesante chiede al colon un lavoro in più, proprio mentre è già sotto pressione.
Non è il momento di provare cibi o ricette nuove. Meglio puntare su alimenti che conosciamo bene e che il nostro intestino tollera senza sorprese.
Attenzione a caffè e liquidi ghiacciati, soprattutto a stomaco vuoto. La caffeina, concentrata soprattutto nel caffè, e le bevande fredde da frigo stimolano la motilità intestinale. In una giornata già tesa rischiano di essere la goccia che fa traboccare il vaso.
Nei giorni dopo un episodio
Fare attenzione alla quantità e al tipo di fibra. Le fibre insolubili, quelle crude e croccanti come le insalate a foglia larga o i cereali integrali molto grezzi, in una fase di motilità accelerata rischiano di aggiungere movimento e peggiorare l’urgenza invece di calmarla.
In quei giorni meglio preferire le fibre solubili, contenute ad esempio nelle banane mature, nelle zucchine e nelle carote cotte. Nell’intestino formano una specie di gel che rallenta il transito invece di accelerarlo.
Domande frequenti
Nei momenti di tensione il cervello rilascia l’ormone CRH e l’intestino libera serotonina dalle cellule della sua parete. Entrambi fanno contrarre il colon e accelerano il transito, così l’intestino riassorbe meno acqua e le feci diventano molli o liquide, in modo improvviso.
La diarrea da ansia compare in coincidenza con un evento preciso e passa quando la tensione si allenta. Nel colon irritabile, la Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), i sintomi tornano spesso: se il dolore addominale si presenta almeno una volta a settimana e le feci sono spesso non formate, va approfondito con il medico.
Perché il corpo coglie i segnali di pericolo prima della mente, attraverso il nervo vago. La risposta dell’intestino parte prima che ci rendiamo conto di essere in ansia, e l’urgenza non cresce piano piano ma scatta di colpo.
Meglio un pasto non abbondante, con alimenti che conosciamo e che il nostro intestino tollera bene, senza provare cibi nuovi. Conviene fare attenzione a caffè e bevande ghiacciate, soprattutto a stomaco vuoto, perché stimolano la motilità intestinale.
Le Persone Altamente Sensibili, circa il 20% della popolazione, hanno un sistema nervoso che coglie gli stimoli in modo più fine e intenso, con una soglia di allarme più bassa. Questo può riflettersi sull’intestino, che si mette in moto prima e più spesso. Non è un segno di debolezza.
In conclusione
La diarrea da ansia è solo un esempio di come il corpo, soprattutto quando siamo Persone Altamente Sensibili, comunica con noi. Spesso viene scambiata per fragilità, quando in realtà è un sistema nervoso che lavora così come è nato.
Quella percezione amplificata non gioca solo a nostro sfavore. Quando proviamo gioia o appagamento, l’effetto è lo stesso: amplificato, al punto che a volte non si riesce a descriverlo a parole. Non è una consolazione ma un dato di fatto, e forse vale la pena chiedersi cosa succederebbe se iniziassimo a trattare questa sensibilità come una caratteristica da conoscere, invece che come un difetto di fabbrica.
Cosa puoi fare adesso
Se ti sei riconosciuta in una pancia che reagisce prima della testa, sulla pagina dedicata alle Persone Altamente Sensibili trovi come lavoro con chi sente tutto più forte.
Se vuoi capire cosa sta succedendo al tuo intestino con un percorso su misura, qui trovi come funzionano le consulenze.
Le informazioni contenute in questo sito hanno finalità divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento del medico.
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Chi scrive:
Dott.ssa Roberta Colino
Roberta Colino è una dietista iscritta all’Albo Nazionale dei Dietisti (Ordine TSRM PSTRP di Milano, n. 98), con Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, Master in Medicina e Nutrizione Funzionale e certificazione Monash University per la dieta Low FODMAP. Si occupa di nutrizione con un focus sul benessere gastrointestinale. Come divulgatrice scientifica, con Pancia Moderna e la newsletter Panzimonio, offre informazioni chiare e libere da condizionamenti per orientarsi nel mondo dell’alimentazione.